Lugana Castrini

Le “Fattorie dei colli storici” sono il risultato di una storia familiare tramandata per tre generazioni di amore, di passione e di dedizione alla terra, ai suoi frutti ed all’allevamento bovino.
Le fattorie si trovano proprio nel cuore del meraviglioso anfiteatro naturale delle colline moreniche del Garda, questa ubicazione gli permette di godere delle condizioni micro-climatiche tipiche delle zone lacustri caratterizzate da temperature miti per tutto l’anno, sicuramente le più idonee per l’attività di allevamento.
Alle fattorie ci occupiamo di allevamento e di valorizzazione delle principali razze italiane da carne come la Piemontese, la Chianina, la Romagnola e la Marchigiana, apprezzate per il loro livello e la loro qualità, in tutto il mondo..
In questo Progetto di allevamento il lavoro quotidiano si basa sul rispetto di princìpi per noi fondamentali:benessere animale, salvaguardia dell’ambiente, tutela del consumatore. Queste sono le cose in cui crediamo da 25 anni, ed alle quali stiamo dedicando la nostra vita.
La nostra più grande gratificazione è quella di vedere quotidianamente apprezzato il nostro impegno.

Ecco come alleviamo

Il metodo che adottiamo da anni è l’allevamento in linea vacca-vitello.
Tale metodo prevede l’utilizzo di vacche nutrici per la produzione dei vitelli da crescere in azienda e da destinare alla produzione di carni di alta qualità. Il vantaggio di questo approccio è quello di poter controllare in modo naturale tutte le fasi di crescita dei nostri animali al fine di poter garantire al consumatore finale la qualità della nostra produzione.

E’ molto impegnativo ma gratificante, perchè è in assoluto, il metodo più naturale ed il più rispettoso del benessere animale.

Le razze italiane da carne

Scopri le razze che permettono alle “Fattorie colli storici” di ottenere carni di qualità eccellente.

Stop allo spreco: il progetto etico

Gli sprechi del mercato agroalimentare sono all’origine di questo nostro importante progetto.

Da un’indagine su scala mondiale uscita pochi anni fa e confermata dai più grandi economisti, ben il 40% della produzione agroalimentare viene sprecata e quindi non utilizzata. Tradotto significa che metà del pianeta spreca quasi tanto quanto mangia e l’altra metà non mangia.
Questa è una situazione umanamente ed economicamente non sostenibile contro la quale noi lottiamo. Alla luce poi dei futuri scenari prospettati anche dalla FAO di grande difficoltà a reperire il cibo, questo spreco va assolutamente combattuto.

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